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September 24, 2019

È necessario avere un blog aziendale?

Come lo si può sfruttare al meglio? Con che frequenza va aggiornato? Chi deve occuparsene? Che vantaggi o svantaggi porta il blog aziendale? Risponderò a queste domande iniziando con una panoramica sul ruolo del web e poi, nello specifico, parlerò di come gestire al meglio un blog aziendale, ottenendo il massimo dei benefici.

1 – Il mondo online: le aziende nel web

L’importanza della rete ha ormai soppiantato quasi completamente il ricorso ad altri canali di informazione, contatto e interazione. È rarissimo utilizzare l’elenco telefonico, e sempre più spesso un’azienda viene cercata online ( vedi i dati di luglio audiweb ).

A volte si ricorre al web per cercare un’azienda in particolare, altre volte si cerca genericamente un prodotto, un servizio oppure un’informazione, e nella stragrande maggioranza dei casi si sceglie una delle voci che compare nelle prime pagine di Google.

È quindi chiaro che essere “ben posizionati”, cioè comparire in cima alla lista dei risultati, è vitale per un’azienda.

Oltre ad essere dotati di un sito è quindi importante posizionare bene il sito, o come si dice in gergo, avere un buon ranking. Il blog aziendale è un ottimo strumento per migliorare il posizionamento e per sbaragliare la concorrenza.

Alcune realtà non necessitano di blog aziendali, ma si tratta solitamente di monopoli o oligopoli, pensiamo ad Enel o Vodafone.

Sappiamo però anche che nulla è scritto sulla pietra, e grandi colossi possono scomparire in pochi mesi, come è successo a marchi che parevano incrollabili, come Motorola e Kodak, solo per citarne un paio.

2 – Un lavoro continuo per rimanere sulla cresta dell’onda

Chi non si aggiorna è destinato a scomparire. Aggiornarsi significa sia seguire i trend del mercato ma anche avere la sensibilità di cogliere le esigenze del consumatore, che vuole essere soddisfatto a 360°, che si informa autonomamente e che vuole essere protagonista delle sue scelte di vita e di consumo.

Il blog aziendale è quello strumento che permette non solo comunicazione e vantaggi nel posizionamento su Google ma anche, se ben fatto, permette di agganciare nuovi clienti, fidelizzare quelli vecchi, coinvolgere l’utente, dare visibilità e ricchezza al marchio, interagire con chi approda ai contenuti. In breve: dare all’utente un’esperienza positiva.

Ecco alcune pillole che permettono di chiarire il ruolo e i benefici di un blog aziendale.

3 – Il blog aziendale perfetto

Cosa fa il blog aziendale perfetto?

Coinvolge, ispira, informa.

Il blog aziendale deve partire dall’ottica del consumatore e fornire contenuti ben cadenzati che vadano ad arricchire l’immagine del brand, che parlino del prodotto o del servizio da diversi punti di vista allargando l’argomento centrale.

Un blog aziendale ben fatto parla non solo di quello che un’azienda offre, ma anche dei suoi valori. Ispira l’utente proponendo video e contenuti informativi di valore.

Anche se il fine ultimo è convertire il clic in un acquisto, in un’iscrizione, in un contratto, il blog aziendale deve accogliere e coinvolgere l’utente dando qualcosa di più.

Un esempio è il blog aziendale di Nastri Brizzolari: i nastri non vengono “venduti”, ma si presentano le collezioni inserendole in contesti di ampio respiro, abbinandoli a festività, cerimonie, stagioni, eventi privati o idee regalo business to business.

Il fine ultimo è vendere i nastri, certo, ma il blog aziendale permette di far innamorare gli utenti dei prodotti attraverso appassionate descrizioni di eventi particolari in cui i nastri possono essere utilizzati con sapienza.

4 – Come agisce il blog aziendale

Il blog aziendale è uno strumento estremamente potente perché fa da hub, cioè da crocevia fra le varie entità online (sito, canale youtube, piattaforme social).

Inoltre dà rilevanza SEO al sito e, in generale, al brand. In gergo tecnico, favorisce l’inbound marketing, cioè attira gli utenti verso il tuo sito, il tuo prodotto e il tuo marchio.

In pratica, invece di dover essere la tua azienda ad “andare verso il cliente” con pubblicità telefonate, volantini, banner, promozioni etc, sarà il cliente con uno specifico desiderio o bisogno a trovare le risposte che cerca e i consigli di cui ha bisogno proprio nel tuo blog.

Una volta “agganciato” l’interesse del consumatore, il blog aziendale ben confezionato riesce a produrre fiducia e convertire l’utente in cliente.

Non si tratta di una sequenza immediata, ma di un lavoro delicato e di lungo periodo, che costruisce e rinforza il piacere dell’esperienza di navigazione e la fiducia dell’utente nell’azienda che offre il prodotto/servizio e che lo presenta in modo creativo attraverso il blog.

Un buon blog aziendale, come dicevamo sopra, agisce da hub, ovvero come una sorta di centro di smistamento. Facciamo un esempio.

Un’azienda che si occupa di pannelli solari decide di dotarsi di un blog aziendale. Una volta individuato il target, che poniamo siano le famiglie interessate al risparmio energetico, esegue una ricerca per individuare le parole chiave sulle quali focalizzarsi.

Le parole chiave sono i termini che un utente cerca con Google quando vuole informarsi sui pannelli solari. Fra le parole chiave spiccheranno quindi termini come:

  • pannelli solari

  • fotovoltaico

  • risparmio energetico

I post del blog aziendale daranno rilevanza a queste parole chiave, ma non saranno un mero elenco di prodotti e relative caratteristiche tecniche. I post vanno inseriti in un piano editoriale che potrebbe essere strutturato così:

  • incentivi statali

  • informazioni sul risparmio energetico

  • informazioni sulle energie rinnovabili

  • novità nel mondo del fotovoltaico

Si alterneranno quindi diversi post che trattano i vari argomenti sempre in modo originale, ad esempio:

  • I nuovi incentivi statali: tutte le detrazioni

  • 10 modi per migliorare il risparmio energetico nella tua casa

  • Una casa più ecologica con i pannelli solari

  • Fotovoltaico e solare termico: come integrare al meglio gli impianti

  • Italia da record: la classifica europea dell’energia

I testi devono essere ben confezionati: attenzione agli errori e al tone of voice. No al plagio, sì alle fonti consultabili. La precisione tecnica è necessaria ma i testi devono sempre essere pensati per il target di riferimento, che nel nostro esempio sono le famiglie: informazioni esatte ma senza tecnicismi.

5 – Come progettare un blog

Innanzitutto va definito il target: a chi mi rivolgo? Ad altre aziende, a neofiti, ad un pubblico generalista? A dei professionisti di un settore specifico? Ad una fascia d’età delimitata? Ad un genere?

Una volta definito il target si mette a punto un piano editoriale che crei un calendario cadenzato, che organizzi i contenuti in diverse rubriche/argomenti, e che abbia collegamenti sia con il prodotto o servizio offerto dal brand sia con le tendenze del momento (ad esempio, stagionali, di design, legali, di attualità, ambientali etc).

6 – Come realizzare il blog: gli aspetti pratici

Il blog aziendale inizia dopo aver definito target e piano editoriale: è il momento di iniziare a scrivere! Va impostato un tone of voice adeguato.

Ad esempio, il tono può essere confidenziale, tecnico, impersonale, accademico, spiritoso, entusiasta etc. L’importante è che venga mantenuto attraverso tutti i post, che sia adatto alla realtà aziendale di cui parla e al pubblico ideale al quale si rivolge.

Come recita lo slogan di Radio 24: la passione si sente! I testi vanno confezionati facendo trasparire un sentimento di fiducia e una sensazione di piacere che deve partire da chi scrive i post.

Un contenuto forzatamente positivo rischia di apparire insincero. Un testo scialbo fa perdere interesse prima ancora di finire la lettura. Assicurati di avere un autore che sia del mestiere e che sappia comunicare bene le informazioni giuste, col giusto tono.

Non è detto che un autore interno all’azienda sia la scelta ideale: il blog aziendale richiede una figura dedicata e professionale.

I contenuti devono essere sempre privi di errori ortografici, di battitura, grammaticali e devono contenere informazioni corrette.

Dal punto di vista formale, è necessario che il blog si possa visualizzare bene anche da smartphone e tablet.

Corredare i testi con delle immagini appropriate è sempre un plus: le immagini devono essere di alta qualità ed esteticamente accattivanti, dimensionate in modo da rendere ben leggibile il testo. L’utilizzo di video è un altro strumento potentissimo.

Ulteriori utili informazioni le posso trovare sulla guida Blogger di Google.

7 – Con che frequenza va aggiornato un blog aziendale

Il blog nasce come una sorta di diario personale, con criteri di edizione molto liberi. Quando invece parliamo di un blog aziendale entriamo con tutti e due i piedi nel mondo del marketing, che offre innumerevoli strumenti di controllo e ottimizzazione.

La domanda sulla frequenza di pubblicazione nel blog aziendale ha quindi una risposta molto specifica: in linea generale, un blog con 16 post o più al mese sono in gradi di più che triplicare il traffico in ingresso rispetto a un blog con 0 – 4 post al mese.

Andando nel dettaglio, le esigenze di frequenza di pubblicazione e il beneficio relativo sono da mettere in proporzione anche con le dimensioni dell’azienda. Appare però chiaro che il blog aziendale richiede una manutenzione abbastanza impegnativa.

8 – Errori da evitare

Oltre agli errori “interni” del blog aziendale, come errori di ogni tipo nei testi e nei titoli, possiamo annoverare:

  • piano editoriale inefficace, che offre poca varietà e stanca presto l’utente;
  • post troppo distanziati e sporadici;
  • interruzione delle pubblicazioni o calo nell’impegno quando si è ottenuto un buon ranking.

L’ultimo punto è particolarmente cruciale. Un buon posizionamento non si ottiene una volta per sempre, ma va continuamente confermato. La concorrenza infatti continua ad esistere e a remare contro, quindi non bisogna sedersi sugli allori.


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